Puozze sculá è una delle maledizioni più pesanti che un napoletano possa proferire e rappresenta una maledizione  sicuramente peggiore di quello della morte stessa.

“Puozze scula’! Significa infatti letteralmente ” che tu possa morire colando ” ovvero che tu possa morire  collocato su un  apposito sedile forato in basso in modo da far colare i tuoi fluidi corporei, lasciando le tue spoglie progressivamente essiccarsi e trasformarsi in un piccolo mucchio di ossa .

Questo terribile anatema  che augura ad una persona di morire in modo terribile trova origine da un macabro  tipo di sepoltura che avveniva nel Rione Sanità  nel Seicento, nelle famose catecombe di San Gaudioso situate al di sotto della Basilica di Santa Maria alla Sanità , che aveva un costo proibitivo ed era pertanto  riservato solo agli aristocratici.

La loro sepoltura prevedeva  un particolare macabro procedimento: i defunti venivano seduti su un’apposito  sedile in pietra con un foro al centro (la cantarella) dove procedevano  a scolare ed  essiccare. Con il tempo gli umori del corpo scolavano in un pozzetto sottostante, dove veniva posto un vaso ( cantero ). Per favorire la fuoriuscita degli umori, il corpo veniva inciso, bucherellato e  a volte anche schiacciato (da qui anche: “schiattamuorto” per indicare il becchino). Una volta fuoriusciti i liquidi dal corpo, lo stesso si essiccava, riducendosi così significativamente di volume. Poichè all’epoca si pensava che la testa fosse la parte più importante del corpo, dopo l’essiccazione, solo questa veniva conservata, mentre il resto del corpo veniva ammassato negli ossari.

Per i domenicani la terra, essendo un dono di Dio, non andava macchiata con i resti dell’uomo peccatore: gli umori, nel colare, dovevano essere raccolti in un vaso sotto la “buonanima”.  Il teschio veniva invece  murato, ( incastrato nel muro di tufo ) mentre sotto di esso veniva dipinto un corpo che desse delle indicazioni sul mestiere o la vita del defunto .  L’affresco , spesso con incisa una massima ,richiamava, sia nell’abbigliamento, la posizione sociale del defunto nella  vita terrena.

Da questo procedimento di “asciugamento per colatura” deriva il termine “Puozze scula , mentre invece quando  i corpi non “scolavano” e gonfiandosi  “schiattavano“ deriva il termine  “puozze schiattà“ ( un augurio anch’esso niente male ).

Questo pratica era ritenuta  segno di grande importanza e distinzione e per  avere questo particolare tipo  di trattamento visto come una sorte di espiazione anticipata dei propri peccati i nobili aristocratici i  pagavano una somma enorme di ducati ai frati domenicani (  fino a circa tre milioni di euro attuali )   grazie ai quali con questo  forte introito di denaro costruirono  l’ attuale Basilica con il suo magnifico altare.

E’ interessante notare che quasi tutti gli affreschi furono realizzati da un artista di nome Giovanni Balducci, che pur di essere sepolto anche lui nelle catacombe di San Gaudioso e  tra gli aristocratici della città ,rinunciò ad ogni forma di  compenso per le sue prestazioni.

Come avete quindi potuto capire quella che oggi appare come una imprecazione, dal IX al XVIII secolo in città appariva come una benedizione. All’epoca si credeva infatti che la prassi della scolatura consentisse alle anime dei defunti di giungere purificate dai peccati terreni agli occhi del Signore.